Documenti e avvisi
23 maggio 2006
Le valli piacentine
23 maggio 2006
Le alti valli del Nure e dell’Arda e le vallate minori che scorrono parallelamente a queste (Riglio, Vezzeno, Chero, Chiavenna, Borla), sanno offrire al riguardo l’opportunità di conoscere una costellazione di paesaggi tra loro diversi ma ricchi di particolare fascino. La povertà di risorse e occasioni che ha caratterizzato da sempre la montagna, accanto ai gravi risvolti economici e sociali che ha comportato, ha consentito il mantenimento di condizioni ambientali immutate nei tempi; ed è proprio questa caratteristica che rende queste zone, da sempre isolate e raccolte rispetto ad altre valli scelte per le grandi vie di comunicazione, uniche e caratteristiche nelle loro integrità ambientale e paesaggistica. Lo spettacolo grandioso offerto dalla valle immersa nella nebbia e quello più agreste delle pecore al casolare, sanno ugualmente offrire, a chi decide di abbandonare per un giorno la vita cittadina per dedicarsi alla raccolta di funghi, un’occasione di contemplazione che ripagherà anche della delusione di una eventuale scarsa raccolta.

L’Alta Val Nure, che si offre in un paesaggio suggestivo di boschi, pascoli, laghetti, permette di accedere alla formidabile barriera naturale delle alte montagne, composte dal Carevolo (1552 mt) , dal Monte Ragola (1710 mt), dal Monte Bue (1777 mt), dal Crociglia (1578 mt) e dal Monte Nero (1753 mt), caratterizzati da una bellezza paesaggistica imponente e meta abituale dei cercatori di funghi più esperti, che raccolgono, negli infiniti boschi e nelle ampie praterie d’altitudine (Pradello, a 1385 mt di altitudine, Prato Grande a 1440 mt), esemplari impareggiabili per qualità e fattezze. Qui non è raro permettersi momenti insoliti di contemplazione: una mandria di cavalli al pascolo che corre negli spazi aperti rappresenta sempre una visione suggestiva per chi vuole immergersi in una realtà diversa dall’usuale.

Tutti i borghi che si affacciano sull’Alta Val Nure, da Selva a Pertuso, da Gambaro a Rompeggio, da Cassimoreno a Ferriere, accanto a radici culturali comuni provenienti dalla "storia" dell’intera vallata, vantano caratteristiche individuali che li rendono diversi, impareggiabilmente interessanti e unici. E che dire della valle d’Arda, valle "dimezzata" solo per lunghezza ma non certo per bellezza, dove l’invaso di Mignano, suggestivo nella sua maestosità, da inizio, a monte, a situazioni paesaggistiche selvagge e naturalisticamente integre, ricche di radici storiche e bellezze immutate nel tempo. Il Parco Provinciale (a mt 1000), oasi verde tra i boschi di castagno, faggio e pinete; il borgo di Casali, con la Rocca (872 mt), aspro sperone roccioso a picco sull’Arda; il Monte santa Franca (1315 mt), con il sacello circondato da ampi boschi di faggio secolari; il Monte Lama (1345 mt), con il vasto altopiano e le bellissime praterie; il Monte Menegosa (1356mt), imponente blocco di roccia scura: sono solo alcune proposte per un turismo naturalistico adatto a chi, unitamente alla ricerca dei funghi, voglia apprezzare la tranquillità rigenerante dei "monti".

Nell’Alta Val Trebbia, si trova uno dei luoghi più remoti della regione con le più spiccate caratteristiche di naturalità di tutta la provincia di Piacenza. Gli imponenti rilievi dei monti Cavalmurone, Chiappo, Alfeo e Lesima disposti a semicerchio, aperto verso Est, custodiscono e quasi nascondono la profonda valle del torrente Boreca e dei suoi numerosi affluenti, isolando una vera e propria microregione con brughiere e praterie d’altitudine. E poi più in basso il torrente Perino a Calenzano, tra Val Nure e Val Trebbia, offre agli escursionisti, uno spettacolo composto da dodici cascate la più alta delle quali è di circa diciassette metri. In Alta Val Tidone, a Praticchia, l’escursione alla Pietra Corva, tra verdi sentieri tra pinete e boschi, conduce il turista fino al Giardino Botanico, una ricca collezione di specie vegetali delle alte montagne appenniniche ed alpine.