Il tartufo
25 gennaio 2012
Il tartufo
25 gennaio 2012
Un fungo sotterraneo: il tartufo

Esistono funghi che compiono il loro ciclo vitale interamente nel sottosuolo: i tartufi. Al pari dei funghi epigei, i tartufi possiedono una struttura vegetativa rappresentata dal micelio e una struttura riproduttiva caratterizzata da un corpo fruttifero di forma globosa, tuberiforme, di dimensione compresa tra quella di una nocciola e quella di una grossa mela. Essi sono funghi simbionti, e perciò stabiliscono un rapporto di mutuo scambio multifunzionale con piante superiori (quali querce, carpini, noccioli, pioppi, salici ecc.) il corpo fruttifero è composto da una copertura esterna (peridio o scorza) e da una parte interna (gleba o polpa). Il peridio, che svolge un'azione protettiva, si presenta di colore chiaro (biancastro o giallastro) ed a superficie liscia oppure di colore scuro (bruno nerastro) ed a superficie verrucosa può o meno pronunciata. L'aspetto esteriore è importante per il riconoscimento della specie all'atto del ritrovamento.

La gleba invece si presenta marmorizzata da venature di diverso colore e dimensioni, e in essa sono contenuti gli aschi (involucro microscopico a forma di sacca) che contengono le spore del tartufo. Come per i funghi epigei, è con le spore che avviene la riproduzione ma, nel caso del tartufo, trattandosi di un fungo che sviluppa il proprio corpo fruttifero sottoterra, non possono essere utilizzati i normali veicoli di diffusione ( ad esempio il vento).
Gli animali hanno in questo caso un ruolo determinante: infatti il tartufo può essere toccato o mangiato dagli animali del bosco (lumache, topi ecc.) e le spore, che passano indenni anche attraverso l'apparato digerente, vengono così disseminate in luoghi diversi da quello di formazione. Si dà quindi origine ad un nuovo micelio che, unendosi alle radici di una pianta superiore, formerà le micorrize. Trascorsi dai 5 ai 12 anni il micelio sarà quindi in grado di produrre nuovi tartufi. In effetti, il caratteristico intenso profumo che ha il tartufo maturo (e quindi pronto alla riproduzione) rappresenta un valido metodo per segnalarne la presenza ed attirare animali di ogni genere, permettendogli così di usufruire di un efficace strumento di trasporto e diffusione delle spore. Tali caratteristiche organolettiche lo hanno reso un prodotto molto apprezzato nell'alimentazione umana.